Via Sardorella ancora soffocata dai miasmi dell’impianto Amiu: i residenti minacciano azioni legali

Il Comitato “Non solo Borgo” denuncia un’estate 2025 tra odori nauseabondi, insetti e degrado ambientale. Il sindacato di polizia Fsp: «Uffici invasi dalle mosche, situazione inaccettabile». Amiu: «Revamping giù finanziato, previsto sistema di trattamento dell’aria anche se per impianti di questo tipo non è obbligatorio»

Torna l’estate, tornano i disagi in via Sardorella. Il Comitato “Non solo Borgo”, che raccoglie residenti e lavoratori della zona tra via Sardorella, via Rio di Po’ e il torrente Secca, lancia un nuovo allarme sulla grave situazione ambientale provocata dall’impianto AMIU per il trattamento della plastica.

Secondo il Comitato, l’impianto è ormai obsoleto – come ammesso dalla stessa azienda – e il persistente stoccaggio all’aperto dei rifiuti plastici, senza adeguate misure di contenimento, produce odori insopportabili e una massiccia presenza di insetti, rendendo la vita quotidiana difficile per chi abita e lavora nell’area.
«Non è più accettabile – dichiarano i portavoce – che interi quartieri siano costretti a convivere con condizioni di degrado ambientale e sanitario. Le promesse fatte nel tempo si sono rivelate vane. Ora servono fatti concreti».
Il Comitato, che in passato ha già sollecitato l’intervento delle istituzioni, chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra Comune, Municipio, AMIU e cittadini, con l’obiettivo di individuare una soluzione definitiva, e avverte: in assenza di risposte, verranno valutate azioni legali nei confronti di AMIU.
A sostenere la denuncia si aggiunge anche il segretario provinciale del sindacato di Polizia Fsp, Paolo Mari, che evidenzia i disagi subiti dal personale nei vicini uffici del reparto mobile e del reparto prevenzione crimine:
«Ogni mese siamo costretti a fare operazioni di demuscazione perché gli uffici sono invasi dalle mosche. La situazione è stata segnalata da tempo durante le Commissioni del benessere della Questura, ma senza esiti. I lavoratori, esasperati, hanno dovuto acquistare a loro spese prodotti contro gli insetti per rendere vivibili gli ambienti».
Il Comitato conclude ribadendo che l’unica soluzione sostenibile resta lo spostamento dell’impianto AMIU in un’area più idonea, lontana dalle abitazioni e dalle attività economiche, e invita le autorità competenti a intervenire prima che la situazione degeneri ulteriormente.
È in corso il revamping dell’intero impianto e anche una perizia fonometrica perché alcuni cittadini hanno segnalato anche rumori molesti.
«Il progetto di revamping dell’impianto è previsto e ha già ottenuto anche il finanziamento bancario – spiegano ad Amiu -. Attualmente stanno concludendo la fase di progettazione e si prevede l’avvio della conferenza dei servizi entro fine luglio. In merito agli odori segnalati: per alcuni giorni, a causa della chiusura temporanea dell’impianto ReLife, tutto il multimateriale è stato inviato a Sardorella. Questo ha causato un aumento degli odori, soprattutto con il caldo, ma dovrebbe ridursi notevolmente con il ritorno ai normali quantitativi. In merito alla presenza di mosche, vengono effettuate idonee demuscazioni per ridurne l’impatto a quantitativi ordinari. Impianti come Sardorella dal punto di vista normativo, non necessitano di un sistema di trattamento dell’aria. Tuttavia il nuovo impianto, come previsto nel progetto, sarà completamente chiuso e dotato di sistemi di trattamento dell’aria, al fine di risolvere in via definitiva il problema»
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